Ancea
Associazione Nazionale Chimici Ed Ecologisti Per L’Ambiente
"OLTRE
LA CHIMICA" di l.Campanella.
ed. Di Renzo
recensione di Laura Scalabrini
Il libro analizza il
rapporto fra ricerca e politica fra ricerca e cittadini.
Distingue fra ricerca libera intesa come ricerca
senza vincoli di sorta e ricerca sociale e considera i cittadini
come i consumatori della ricerca sociale in tutti
i suoi aspetti sociale, ecologico energetico. Osserva
come in quasi tutti i paesi occidentali, sotto
l’esempio degli USA, la guida della ricerca è stata
assunta dai governi. In Italia c’è una
mancanza di una coscienza politica della ricerca
da parte del governo e di una coscienza sociale della
ricerca da parte dei cittadini Da ciò il malessere
endemico della ricerca. Quindi c’è necessità di
un miglioramento della comunicazione tra Ricerca
e cittadinanza. Per migliorare il contesto politico
e sociale. Una svolta è costituita
dalla ritrovata correlazione fra arte e scienza:
entrambe forme espressive di trasformazione dell’esistente
che vanno ben oltre il dilemma fra bellezza e verità a
cui qualcuno tenta di ridurle. In effetti, non di
dilemma si tratta, ma di integrazione e identità di
processo culturale. Di un incontro cioè fra
positivismo e fantasia, anch’essa però frutto
e prodotto di ricerca. La chimica
viene considerata la disciplina con maggiori contatti
con le altre scienze. Il mondo materiale definito
dalla chimica si colloca come un giusto momento di
intersezione tra il mondo biologico e il mondo fisico.
Questo dato viene considerato un indubbio incentivo
per i chimici a mantenere aperti questi canali di
comunicazione, perchè all’interno delle
comunità scientifiche le barriere e gli steccati
disciplinari non giovano mai a nessuno e bisogna
sempre cercare di superarli. Il
chimico quasi come operatore sociale preposto
al controllo della salute, dell’ambiente e
degli alimenti ed anche tecnico di produzioni sofisticate,
interfaccia del biologo, del fisico, del medico,
ed infine anche comunicatore nell'insegnamento. Per
far ciò i chimici devono andare oltre
i propri laboratori ed interessarsi anche di filosofia
e storia della scienza.
Sembra, in un primo momento, un
libro autobiografico in cui l’autore
racconta le sue fatiche di ricercatore scientifico
e le delusioni subite rispetto alle aspettative ed
aspirazioni iniziali.
Continuando nella lettura però ci
si accorge che le delusioni sono per Campanella stimolo
di nuove ricerche il cui fine è quello di
rendere partecipi alle problematiche derivanti dalla
sua ricerca in campo chimico, anche altri
settori le cui caratteristiche di interdisciplinarietà interdipendenza faciliterebbero
la soluzione di molti problemi.
Mentre il mondo cambia, l’autore si
rende conto che anche il ruolo della chimica deve
cambiare. Incontra ostacoli e scetticismi ma non
demorde.
C’è un particolare momento in
cui Campanella descrive la sua meraviglia nel constatare
che nessuna ricerca è mai stata fatta in campo
medico e/o biologico relativamente alla composizione
chimica delle cellule tumorali. Si interroga su quanto
possa essere determinante lo stress ossidativo dovuto
all’eccessiva presenza nel corpo umano di radicali
liberi, e verifica le modificazioni chimiche che
intervengono nelle cellule attraverso “i biosensori”.
Ma non si limita solo a questo . Cerca di
utilizzare le sue scoperte oltre che per salvaguardare
la salute umana anche per elaborare progetti
per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni
culturali in nome di quella interdisciplinarietà culturale
che lo contraddistingue.
Un libro che va davvero oltre la chimica, che
apre tante porte e che fa intravedere tanti corridoi
più o meno illuminati che dovrebbe essere
completato con tante altre pagine di esperienza personale
dell’autore. Suvvia professore ci conduca ancora
avanti a conoscere che c'è in quei corridoi!
Laura Scalabrini