Da Il Chimico Italiano – Anno
XVIII n. 2 - 2007
Associazione Nazionale Chimici
Ed Ecologisti Per L’Ambiente
Intervista al
Prof. Luigi
Campanella nuovo Presidente S.C.I.
di Domenico Mencarelli
Il Prof. Luigi Campanella
neo presidente della Società Chimica Italiana.
Un ritratto del docente e dell'uomo. Memorie, traguardi
e prospettive
Luigi
Campanella è oggi
un distinto signore vicino alla settantina, brizzolato
come impone l'età, dal fisico asciutto, a testimoniare la
cura quasi certosina riservata anche al fisico. Lo
incontro presso la nostra sede del CNC in una bella
mattina di questo bizzarro febbraio. E' presente
il collega F. Maurizi, e non a caso; Fernando è stato
attivo Consigliere e poi vulcanico Presidente del Consiglio
Interregionale del Lazio, carica che oggi riveste il
Professor Campanella; quasi un passaggio, se non proprio
diretto, del testimone. Si intende festeggiare la Sua
recente elezione a Presidente della S.C.I., ennesimo
meritato riconoscimento che nobilita il già ricco
palmarès di u n docente appassionato e dinamico.
Convenevoli iniziali. "Sono in pensione finalmente
mormoro con un senso di liberazione Riscopro libri
lontani, qualcuno ancora quasi intonso. Tornano a rullare
in me i versi di Omero. Poi, magari, dovrò anche
apprendere il difficile mestiere di nonno. Ed il tuo
pensionamento"? chiedo all'improvviso. Strabuzza
gli occhi. Pensionamento non ricorre nel Suo dizionario.
Lo osservo; e per incanto non posso evitarmi di compiere,
non senza rimpianto, un salto a ritroso nel tempo:
un flash-back di circa quaranta anni. Una rapida dissolvenza:
rivedo le aule ed i laboratori dell'Istituto di Chimica
alla Sapienza. Si respira un'aria strana in quegli
anni fatidici, che preludono ai fasti ed ai nefasti
dell'imminente sessantotto. I già quieti
vialetti della città universitaria cominciano
ad animarsi di scontri, anche cruenti, fra opposte
fazioni: esercizio questo in cui ci siamo sempre
distinti nei secoli. Sono anni cruciali, densi di avvenimenti
e di drammi. Migliaia di giovani, di più razze
e colore, continuano a morire nelle risaie del
delta del Mekong; noi a domandarci con loro il perché di
quegli inutili sacrifici. Un Pontefice, illuminato
e finemente intellettuale, s'accinge a chiudere i lavori
di un Concilio destinato a rivoluzionare la Chiesa
ed il Mondo. Un predicatore disarmato, un pastore di
colore, cade assassinato nel profondo sud degli
States; sognava giardini e cortili ove bambini
bianchi e neri potessero giocare serenamente, mano
nella mano.
Fra noi laureandi si parla anche di un giovane Assistente
di analitica, scrupoloso e già preparato,
a dispetto dell'età. Sono colpito dal suo modo
di esporre, spesso fiorito, anche nel trattare aridi
argomenti tecnici, rispettoso della sintassi e della
consecutio. Espone in un italiano brillante e vivace.
Disdegna l'uso del partitivo francese, delle frasi
fatte; è conciso ed insieme completo; spigola
in terra ed in cielo sinonimi che gli evitino
la balbuzie letteraria, coniuga insomma il rigore scientifico
alla brillantezza espositiva. Noi, ancora pervasi da
fermenti classicheggianti, avvertiamo ed apprezziamo
questo connotato. La mattina in aula od in laboratorio.
Poi talora, il pomeriggio, in qualche campo di periferia,
a correre e starnazzare dietro ad un pallone,
a spendere quel plus calorico residuo delle fatiche
universitarie, dispensando fiato all'impazzata,
come dettava la nostra insipienza tecnica, in quello
che è il gioco più bello ed immediato
del mondo. Siamo in tanti in quei spensierati momenti
ludici. Qualcuno non è più tra noi.
C'è anche, non di rado, il compianto Professore
A. La Ginestra, un docente profondamente umano, colto
e dolcissimo, il volto assorto e triste. Un fratello
maggiore per molti di noi. Mancherà prematuramente
al nostro affetto ed alla nostra stima. Una tardiva
comunicazione del decesso non mi avrebbe consentito
quel doveroso tributo di lacrime e preghiere alle
Sue esequie.
Ma c'è soprattutto Luigi, che anche nello agone
sportivo sa riporre la passione e l'impegno manifestati
precocemente nell'attività accademica. D'altro
canto sport si rifà all'arcaico se déporter,
cioè a "diporto": divertirsi, svagarsi,
come espressione culturale e sociale. Giocavamo
con impegno: io, magari, appena per un tempo;
lui, come direbbero oggi gli esteti del pallone, aveva
nelle gambe i 90 minuti.
Questo è il personaggio che rivedo oggi con
piacere, ma con cui avevo già mantenuto
proficui contatti pregressi per la programmazione di
piani di lavoro di laureandi intenti a preparare la
Tesi sperimentale.
Ma chi è, o meglio chi è stato, il vecchio
amico che smuove ricordi e rimpianti? Ripercorriamone
la carriera, attraverso il suo ricordo nostalgico;
ovviamente in breve sintesi, tanto è densa e
variegata.
Privilegio le tappe a mio avviso più prestigiose
di un curriculum che avrebbe presupposto ben altro
spazio.
Appunti rapidi per disegnare un ritratto completo.
Il lontano 1961: la sua Laurea. Gli incarichi iniziali:
Professore Ordinario in Chimica analitica (dal 1980)
prima ed in Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali
poi,Ne11970 la Libera Docenza (in Elettrochimica)un
traguardo allora importante,il primo vero momento
di grande selezione. Ma è troppo eclettico per
limitarsi ad una disciplina:così si estende
con successo ad altre discipline, a mano che le
contingenze ne propongono la loro cruda urgenza
e drammatica attualità: Chimica agraria, del
suolo, del restauro; posso immaginare l'interesse degli
studenti per argomenti che coinvolgono l'avvenire
del pianeta. Una docenza in linea con i tempi.
Gli anni 2000 vedono incrementarsi tutta una serie
di iniziative sul corretto uso del cibo. Luigi Campanella
sembra avvertire questo nuovo connotato della
scienza nel nascente millennio; non a caso nel 2003-2004
cura l'insegnamento della Chimica degli alimenti presso
la Facoltà di Farmacia.
Una attività accademica intensa e frenetica
che non gli impedisce comunque di rivestire con successo
cariche istituzionali: Presidente del Consiglio del
Corso di Laurea in Chimica industriale nel 1981
(per due anni), quindi Direttore del Dipartimento di
Chimica in due mandati successivi e Coordinatore
del Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche. Il premio
forse più prestigioso a coronare questi sforzi
arriva nel 1988 con la carica di Preside della Facoltà di
Scienze matematiche, fisiche e naturali de La
Sapienza.
Nel mentre mi avventuro in questo excursus mi viene
fatto di domandarmi se possa riuscire, in queste poche
righe ed in quelle successive, a raccontare agilmente
sia una carriera, una scalata didattica, sia il carattere
di un uomo sesquipedale, senza cadere nel freddo
ed arido resoconto pedissequo di un curriculum, per
quanto prestigioso e brillante.
Non va sottaciuta la contemporanea redazione di opere:
ben 500 lavori, che svariano su più campi del
nostro scibile, nei diversi argomenti sopra ricordati,
di cui aveva curato la puntuale docenza. Da questi
lavori a stampa cogli ancora una volta il carattere
del ricercatore moderno (chi parla bene direbbe
a tutto tondo). Poliedrico, aperto alla attualità ed
al dibattito, rigoroso e documentato nella valutazione
degli impatti sull'ambiente, nella definizione analitica
delle ricadute, nella datazione dei reperti archeologici,
nella descrizione scientifica e nella denuncia appassionata
del degrado irreversibile del nostro patrimonio
storico-monumentale, offeso dalla natura, dallo
smog, dalla nostra miopia ed insensibilità,
dal disamore per l'arte, e per la storia.
Non si tratta di aride argomentazioni didattiche,fatte
solo di numeri, formule, asciutte elucubrazioni;
fedele al suo giovanile amore per la brillantezza
linguistica puoi avvertire la cura per i particolari
e per la esposizione, la aderenza ai tempi ed alle
esigenze del lettore, il disdegno per una chimica paludata,
già troppo e per troppo tempo ingessata nel
chiuso dei laboratori.
Mentre parla di sé avverto sempre più questa
golosità di moderno, questa peculiare necessità di
confronto, di continuo aggiornamento. Mi racconta infatti
dei suoi viaggi, un globe-trotter della chimica. Partecipa
a circa 500 Congressi: ascolta, propone, dibatte, si
confronta, illustra i suoi risultati, contrasta, attacca
o concorda, con quella irruenza giovanile che avevamo
sperimentato sui campetti di calcio. Sempre rispettoso
della Scienza altrui. Come abbia potuto concentrare,
seppure in 40 anni, una mole cosi imponente di lavoro,
rimane per me un mistero. Non fatico ad immaginarlo
organizzatore preciso, metodico programmatore,
pronto a coniugare al meglio lavoro, famiglia,
svaghi, viaggi, pubbliche relazioni. Infatti l'elenco
delle prestigiose cariche pubbliche non si esaurisce
al ricco medagliere già descritto. Segue
dal 1990 ad oggi tutta una serie di incarichi, poltrone,
nomine. Data in quel periodo l'affidamento della Presidenza
del MUSIS, iniziativa descritta in breve più avanti.E'
eletto Presidente della Divisione di Chimica Analitica
della Società Chimica Italiana prima e successivamente
di Chimica dell'Ambiente e dei Beni culturali nel triennio
2004-2006.
Anche la vita politica lo coinvolge: è Consigliere
scientifico del Sindaco di Roma dal 1993 al 1997. Non
vanno dimenticate le numerose Commissioni di Studio
di cui è membro: CNR Ministero Ricerca
- ENEA. Di recente, desiderata ed ambita, la carica
di Presidente dell'Ordine Interregionale dei Chimici
Lazio – Umbria Abruzzo. E, dulcis in fundo,
proprio di questi giorni, Presidente della S.C.I.
Docente, consigliere, presidente; i titoli che ricorrono
nella rievocazione del suo "cursus honorum': Sembra
mancare l'appellativo di vincitore, di detentore
di coppe. Vogliamo introdurlo nel suo medagliere?
Eccolo riassunto nella Sua rievocazione. Cito fra tutti,
non so bene se sia il più prestigioso, il titolo
recente di vincitore del "premio "Science
for peace" - 2005.
Ora uno sguardo al futuro. Cosa intende fare il neo-Presidente?
La risposta non è inattesa. Ovviamente introdurre
nella politica della SCI elementi di novità.
Questo ha detto a chiare note ai colleghi e ribadito
agli iscritti del suo Ordine. Un impegno da attuare
su due fronti. Uno interno, ovviamente dedicato ai
soci, ed uno esterno interessante la società in
senso lato.
Nei confronti dei primi ha già messo in cantiere
soluzioni innovative; cito a caso: news letters, linea
diretta con Presidente ed Organi della SCI, valorizzazione
del ruolo delle Sezioni.
Sul fronte esterno Luigi ha prefigurato un nuovo scenario:
aprire una finestra confidenziale da cui si affacci
una nuova figura professionale e profondamente
umana: quella del chimico amico del cittadino, disponibile
a dividere il suo sapere, in maniera spicciola ed accessibile,
senza toga e sicumera, sui problemi che oggi lo angustiano:
frodi alimentari, limitazione del traffico veicolare,
uso improprio di farmaci e presidi sanitari.
Ed i politici? Abbisognano al pari di una adeguata
consulenza specialistica, che intende instaurare
e consolidare. Un problema su tutti. Forse il più cogente;
certo il più attuale: la regolamentazione
del particolato atmosferico nell'ambiente. Altri poli
da non disdegnare sono l'industria, gli enti di ricerca,
la scuola. Su questo versante l'intervistato appare
motivato: sottolinea con enfasi che la SCI non è,
e non deve assolutamente essere, la società benemerita
dei Professori universitari di chimica. In questo
senso il primo sforzo di aggregazione deve (sottolinea
con durezza "deve") riguardare la ricerca
extra universitaria, la scuola primaria e secondaria,
l'industria. Con motivato orgoglio inizia a parlare
del progetto "Missione chimica", che ha avviato
nella città eterna: manifestazione di cui mena
vanto, gestita da Università, Enti di ricerca,
Industria. Lo osservo mentre parla di questa Missione,
sconosciuta purtroppo ai più, anche fra gli
addetti ai lavori. Colgo dalla mimica, dalla gestualità,
dal timbro vocale, la certezza che possa divenire appuntamento
nazionale, con l'auspicio che le "Setti ma ne
della Cultura Scientifica" possano trasformarsi
in preziose occasioni per la diffusione della scienza
e della cultura, binomio inscindibile, quasi una fissa
del suo pensiero, come posso cogliere passando a discutere
di una sua ulteriore creatura: "MUSIS': La parola,
di vaga etimologia latineggiante, mi incuriosisce,
anche al di là della sua significazione
ermetica (è acronimo per: "Museo multipolare
della scienza e della informazione scientifica").
La mia curiosità non è certo infondata;
i Media hanno manifestato interesse e dedicato spazio
a questo insolito Museo.
Ne parliamo rivisitando
i concetti base della iniziativa, già espressi
a giornalisti, politici, colleghi, uomini di Scienza.
Tutto parte da una considerazione storico - filosofica:
l'Italiano, pure prodotto da una nobile e fertile terra
che ha espresso Galilei e Marconi, ha sempre manifestato
nei secoli maggiore passione per l'arte, piuttosto
che per la scienza. Affermazione che condivido nella
visione del cittadino modello, infatti non di
rado, nella vita di tutti i giorni, ci siamo più dimostrati
figli di Machiavelli, piuttosto che di Cicerone
o Michelangelo. Ma certamente il Professor Campanella
ha ragione da vendere nel sottolineare questa profonda
dicotomia, peraltro ascrivibile a ben definiti
stimoli ed interessi che sempre hanno fermentato nella
terra che fu di Dante e di Raffaello.
Di contro negli ultimi tempi si è assistito
ad una ricomposizione culturale al punto che oggi si
parla di scienza ed arte (non più scienza od
arte). Il Museo della scienza si può a buona
ragione inquadrare in questa politica di superamento
della barriera fra arte e scienza. Due espressioni
della mente umana che hanno sempre marciato su binari
paralleli e mai contrappuntistici. Dunque, giocando
sul filo del paradosso, il M.U.S.I.S. è un'invenzione
intesa come ricerca di novità, è speranza
rivolta al mondo scolastico della Capitale, è insomma
l'''invenzione museale" più vicina al
quotidiano lavoro di un insegnante, poiché svolge
un programma di didattica delle scienze, ma correlando
fra loro, e quasi vivificandoli, i luoghi di scienza
della città di Roma: piccoli musei, scuole,
laboratori, che vengono messi in rete per costituire
tanti Poli di questo affascinante Museo. Grazie
anche al giovanile entusiasmo di Campanella M.U.5.I.5.
avrà in concessione dal IV Municipio un Centro
organizzativo per la cultura e le attività scientifiche
dei diversamente abili; esso ospiterà anche
una mappa della città con tutti i Poli museali
e gli itinerari scientifici.
Il lungo colloquio volge al termine; vorrei parlare
anche dei problemi legati al traffico veicolare, argomento
di mio interesse professionale, su cui ha scritto e
dibattuto a lungo: ricordo la Sua interessante
relazione in materia, presentata nel corso del Convegno
organizzato dall'Ordine del Lazio nel 2004 presso la
nostra Facoltà. Non mancherà occasione
di riparlarne, visto che prefigurava una interessante,
e per certi versi inedita, evoluzione tempora le della
caratterizzazione dell'inquinamento ricadente
dal fenomeno “traffico”
Arrivederci dunque a presto, Luigi; immarcescibile
trentenne di settanta anni, intento, oggi come allora,
a rincorrere un pallone; non più all'impazzata,
ma con genio e raziocinio, per l'impagabile piacere
di scagliarlo in rete e gridare "Goal"